chronic inflammation

Uno studio recente ha esaminato l’effetto dovuto al consumo dello yogurt sui biomarcatori delle infiammazioni croniche nelle persone con un peso normale e obese.

 

L’obesità rimane uno dei problemi di salute pubblica ed è associata a varie malattie croniche, quali quelle cardiovascolari, diabete e vari tipi di cancro. Gli studi precedenti hanno determinato che i batteri dell’intestino in individui obesi fossero differenti da quelli delle persone con un peso normale. Ulteriormente, l’obesità è associata ai livelli di infiammazione cronica. Ciò significa che il sistema immunitario sta essendo attivato costantemente e a loro volta provocano dei danni al corpo in coloro che sono gravemente in sovrappeso.

Lo yogurt può ridurre l’infiammazione?

I ricercatori dell’università di Wisconsin-Madison College of Agricultural and Life Sciences negli Stati Uniti hanno pubblicato uno studio sul  British Journal of Nutrition nel quale sono state incluse 120 persone, di cui 60 avevano un peso normale e 60 erano obesi. Lo scopo dello studio era determinare se lo yogurt a basso contenuto di grassi riducesse i livelli di infiammazione nelle donne. A metà dei partecipanti di ogni gruppo è stato dato casualmente dello yogurt normale, mentre all’altra metà è stato dato uno yogurt di soia. Inoltre, hanno dovuto mangiare 339 g al giorno per nove settimane e si sono dovuti sottoporre a varie analisi del sangue per monitorare gli indicatori di infiammazione.

I biomarcatori di infiammazione sono diminuiti nel gruppo che ha consumato lo Yogurt

I risultati hanno mostrato alcuni cambiamenti significativi: sia nei partecipanti obesi che nei non-obesi erano diminuiti i livelli di TNF-alfa, LBP ed entrambi gli indicatori di infiammazione. Oltretutto, sia i gruppi obesi che non-obesi hanno mostrato un aumento dell’IgM, un tipo di anticorpo che riduce l’infiammazione. In più, è stato riscontrato l’aumento di molte altre molecole avente un ruolo inibitorio nel sistema immunitario. Le persone obese che avevano mangiato lo yogurt hanno mostrato una diminuzione della pressione sanguigna.

Lo studio ha avuto diverse limitazioni. È da prendere in considerazione che la dieta è stata totalmente riferita dai partecipanti dei due gruppi, e ci potrebbe essere sempre la possibilità che possa essere stata svolta di forma imprecisa. Questo è evidente dal momento in cui gli individui obesi hanno guadagnato quasi 1 kg in media durante il periodo di studio e, oltretutto, la loro dieta diaria mostra che non avevano mangiato in eccesso. Un’altra limitazione è che lo studio è stato condotto solo sulle donne e non è chiaro se i simili effetti sarebbero stati osservati negli uomini. In aggiunta, è possibile che gli effetti sul sistema immunitario e l’infiammazione cronica potrebbero essere stati il risultato del consumo diario in generale e non specificatamente dello yogurt.

Lo yogurt a basso contenuto di grassi può avere delle conseguenze benefiche per le persone obese riducendo l’infiammazione cronica.

Lo studio fornisce la prova che il consumo dello yogurt magro potrebbe avere degli effetti benefici sulle persone obese che cercano di ridurre l’infiammazione cronica. La salute dell’intestino è una parte cruciale della salute umana, e quindi vale la pena investigare su tutti gli alimenti che possono contribuire a tutto ciò. Pertanto, è stata richiesta un’ulteriore ricerca per identificare quali elementi contenuti nello yogurt influenzino direttamente il sistema immunitario e se tali cambiamenti del sistema immunitario siano sufficienti per fare una differenza duratura per coloro che lottano contro l’obesità e la sindrome metabolica.

Scritto da Elena Popadic
Tradotto in italiano

Riferimenti bibliografici:

Pei, R., DiMarco, D., Putt, K., Martin, D., Gu, d. & Chitchumroonchokchai, C. et al. (2017). Low-fat yogurt consumption reduces biomarkers of chronic inflammation and inhibits markers of endotoxin exposure in healthy premenopausal women: a randomised controlled trial. British Journal Of Nutrition, 1-9. http://dx.doi.org/10.1017/s0007114517003038

Correzione:
Il 22 gennaio del 2018
Nella precedente versione di questo articolo è stato commesso un errore, affermando che l’articolo è stato condotto dagli “scienziati nel Regno Unito”. in realtà, lo studio è stato condotto indipendentemente da ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison
College of Agricultural and Life Sciences negli Stati Uniti.

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