probiotics

I probiotici sono microrganismi vivi che possono migliorare la salute. C’è stata un’esplosione di interesse in probiotici negli ultimi anni, caratterizzata da diverse affermazioni fatte circa i loro benefici per la salute dell’apparato digerente, disturbi allergici e diabete.

Il gran numero di prodotti probiotici disponibili può essere causa di confusione, per questo gli esperti dell’Università di Milano hanno delineato le dieci “regole d’oro” quando si utilizzano i probiotici. Loro hanno pubblicato  la loro rivista sul giornale Journal of Digestive and Liver Disease

1. Conoscere la definizione corretta dei probiotici

L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce i probiotici come “microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adequate, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. I probiotici si trovano in alcuni integratori e alimenti come lo yogurt. I due batteri più comunemente utilizzati come probiotici sono   i Lactobacillus   ed il   Bifidobacteri. Vengono anche utilizzati i lieviti Saccharomyces boulardii e Saccharaomyces cerevisiae.

 2.  Bisogna chiarire ciò che non può essere considerato un probiotico.

Alcuni componenti microbici, batteri non viventi e spore sono stati anche suggeriti per offrire benefici per la salute. Tuttavia, questi ultimi non possono essere considerati probiotici per il fatto di non essere viventi e non possono sviluppare colonie nell’intestino ospite per produrre un effetto a lungo termine. Devono essere somministrati ripetutamente per trarre benefici alla salute.

3.  Conoscere il dettagliato “identikit” dei ceppi batterici probiotici

È essenziale una precisa identificazione e tracciamento dei ceppi di microrganismo probiotico individuale, poiché i benefici sono correlati a un particolare ceppo e non possono applicarsi ad altri ceppi. Le nuove tecniche di biologia molecolare e microbiologia consentono una chiara identificazione e caratterizzazione dei ceppi microbici. I probiotici commerciali dovrebbero essere attentamente valutati prima di essere commercializzati. I produttori dovrebbero fornire informazioni sul numero di unità che formano le colonie (CFU), sulla dose giornaliera raccomandata, sull’identità dettagliata di ciascun ceppo probiotico nel prodotto e sulla conferma dell’assenza di qualsiasi fattore patogeno che potrebbe causare malattie.

 4.   Scegliere tra l’utilizzo di prodotti contenenti probiotici “singolo ceppo” o “multi-ceppo”

Alcuni prodotti probiotici includono un singolo ceppo o microorganismo, mentre altri contengono diversi ceppi. Ci sono state affermazioni che la combinazione di microrganismi nei prodotti multi-ceppo ha un effetto additivo per migliorare la salute. Nonostante cio, a volte questo miglioramento è correlato alla dose di probiotici, piuttosto che qualsiasi effetto sinergico. Alcune combinazioni possono persino diminuire l’efficacia, poiché i ceppi microbici competono l’uno con l’altro per i nutrienti. Sono necessarie ulteriori ricerche per verificare se i probiotici multi-ceppo o singolo ceppo sono più efficaci dal punto di vista clinico.

 5.   Evitare geni resistenti agli antibiotici nei ceppi probiotici

L’aumento dell’uso di prodotti probiotici combinati con l’uso già diffuso degli antibiotici potrebbe produrre un serbatoio di geni resistenti agli antibiotici nei microrganismi probiotici. La resistenza agli antibiotici è solitamente una caratteristica auspicabile nei probiotici, in quanto consente loro di agire nell’intestino anche nei pazienti che assumono antibiotici. Tuttavia, se i geni resistenti agli antibiotici sono trasmessi da ceppi di probiotici ai batteri patogeni potrebbe creare delle problematiche. I ceppi microbici commerciali usati come integratori alimentari devono essere valutati per confermare che non hanno la capacità di trasmettere resistenza agli antibiotici.

6. Scegli ceppi probiotici che possano resistere all’ambiente gastrointestinale

L’ambiente nell’intestino è molto ostile e molti microrganismi non possono sopravvivere a queste condizioni. Per far si che i probiotici abbiano un effetto, devono essere in grado di resistere all’ambiente gastrointestinale. Solo i ceppi dei microrganismi che hanno mostrato tali caratteristiche devono essere utilizzati in prodotti probiotici.

7. I ceppi probiotici devono essere in grado di crescere e formare colonie l’intestino

Gli effetti benefici dei probiotici sono probabilmente dovuti alla loro colonizzazione dell’intestino e inibendo la crescita di microrganismi “cattivi” che causano la malattia. Quindi è importante che i ceppi utilizzati in un prodotto probiotico dimostrino la capacità di farlo. I ceppi di microrganismi che non hanno mostrato questa capacità non dovrebbero essere selezionati per l’uso probiotico.

8. I probiotici devono interagire positivamente con i normali batteri intestinali

Oltre ad inibire potenziali microbi patogeni nell’intestino, delle ricerche hanno suggerito che i ceppi microbici probiotici possono modulare i microbi normali che si trovano nell’intestino. Ci sono informazioni limitate su questo effetto, ma dovrebbero essere usati solo i prodotti probiotici che hanno un effetto benefico sulla flora intestinale normale.

9. Bisogna avere la massima certezza sul profilo di sicurezza dei probiotici e la salute della persona che ne sta facendo uso

Anche se di solito viene considerato sicuro per il consumo umano, ci sono stati alcuni casi di probiotici in cui hanno avuto effetto negativo sui pazienti con una grave malattia gastrointestinale. I prodotti probiotici devono essere sottoposti a test per la prova di eventuali ceppi patogeni e usati con cautela nei pazienti con gravi malattie.

10. L’uso dei probiotici con effetto clinico dimostrato

Gli organismi di regolamentazione considerano i probiotici come integratori alimentari, piuttosto che farmaci e per questo i produttori non sono tenuti a fornire le stesse prove che comprovino gli effetti benefici per la salute. Tuttavia, ci sono state molte ricerche sui probiotici e sui loro effetti positivi su malattie, come le malattie infiammatorie intestinali, la dermatite atopica e il diabete di tipo 2. Inoltre, l’effetto di un probiotico è strettamente specifico per specie e ceppo. Diversi ceppi all’interno del gruppo stesso di probiotici possono avere effetti diversi e non sono tutti utili nel trattamento della malattia. Quando si somministra un probiotico per il trattamento di una condizione medica, è importante scegliere un ceppo probiotico che ha dimostrato l’efficacia clinica.

I probiotici forniscono un approccio interessante per migliorare la salute umana e trattare la malattia. Tuttavia, in assenza di una regolamentazione della loro produzione e delle affermazioni sulle proprieta’ benefiche per la salute, la scelta e l’uso dei probiotici possono creare confusione. Gli autori raccomandano controlli di sicurezza più severi ed un controllo delle indicazioni sulla salute.  Nel frattempo, sperano che queste dieci “regole d’oro” possano fornire alcune indicazioni per l’uso dei probiotici.

Scritto da Julie McShane, Medical Writer

Tradotto da Francesco Faieta

Riferimenti bibliografici: Toscano M, Grandi R, Pastorelli L, et al. A consumer’s guide for probiotics: 10 golden rules for a correct use. Digestive and Liver Disease 49(2017) 1177-1184. DOI:10.1016/j.dld.2017.07.011.

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